Il gioco si fa duro
E i duri incominciano a giocare. Il turno di ieri
sarà ricordato sicuramente per l’intensità della
lotta in tutte le partite, con ben quattro risultati
pieni. Emblematico l’andamento della Bologan-
Almasi, match di cartello della giornata. Dopo un
mediogioco all’insegna di una fortissima iniziativa
del Bianco, che in più punti è sembrato a un passo
dalla vittoria, il gioco preciso, freddo e pieno di
risorse del superGM ungherese ha infine portato
ad un brusco capovolgimento. Si comincia piano
con la scelta da parte di Almasi della Berlinese, ma
Bologan riesce a infondere una inaspettata vitalità
alla posizione per mezzo di un profondo sacrificio
di pedone. Il Nero si difende da par suo, anche se a
costo di notevoli concessioni, e sul far dello Zeitnot
complica il gioco. Alla fine il moldavo crolla di fronte
all’inaspettato evolversi degli eventi e non vede il
modo di pareggiare. Inutile il tentativo di costruire
una fortezza nel finale, Almasi non sbaglia e porta a
casa una importante vittoria.
A senso unico invece la Brunello-Kamsky. L’americano
sceglie la Grünfeld contro l’apertura di donna di
Sabino e un po’ alla volta prende il sopravvento nella
lotta manovrata del primo medio gioco. Nemmeno
un sacrificio di qualità basta a rimettere in discussione
in risultato e Kamsky procede implacabile e
velocissimo verso il traguardo. Brunello le prova tutte
prima di arrendersi, ma alla fine deve soccombere
all’attacco coordinato dei pezzi avversari.
Appassionante la partita Landa-Vocaturo. Tutto
comincia con un duello teorico di altissimo livello
sulla variante del Dragone. Vocaturo sfodera una
novità molto interessante alla 25a e in una posizione
molto tesa con tre pezzi per la donna si inventa un
modo tutto nuovo di gestire il gioco. Landa esita
forse un attimo e allora pensa bene di proporre
una ripetizione di mosse. Vocaturo la evita, ma è una
scelta rischiosa. Alla fine il Bianco riesce a prendere
il sopravvento a causa della scarsa coordinazione
dei pezzi neri e i tentativi di Daniele di complicare la
realizzazione del vantaggio vengono neutralizzati con
precisione da Landa. Vagamente surreale il finale, con
il Bianco che, sotto a quel punto di tre pezzi, vince
grazie a un formidabile duo di pedoni a un passo
dalla promozione.
Vince anche Caruana, che nel derby della gioventù
impone in maniera inequivocabile la sua classe al pur
bravo azero. Uno strano attacco est-indiano si ritorce
presto contro il Bianco, che a dire il vero si lascia
andare ad alcune mosse un po’ troppo eccentriche.
La punizione arriva rapida e implacabile, con i pezzi
del Nero che attaccano da ogni lato il povero re
avversario. Una svista finale porta addirittura al matto,
ma il risultato era comunque segnato.
Ancora sugli scudi Michele Godena. Inizio al
minimo trotto con Jobava che si adegua ai ritmi
cosmici dell’avversario, ma poi la posizione si anima
improvvisamente grazie al gioco audace del nostro,
che entra in interessanti complicazioni. Zeitnot alle
porte e proposta di patta di Jobava che Michele,
comprensibilmente, accetta.
Programma della giornata:
Almasi-Safarli: chi fermerà l’ungherese?
Vocaturo-Bologan: all’attacco!!
Kamsky-Landa: in punta di fioretto
Godena-Brunello: DOC
Caruana-Jobava: pronti a tutto
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